tutti per uno uno per tutti...
questo è il motto con cui ogni ragazzo dovrebbe avvicinarsi al mondo dello sport...
putroppo negli ultimi anni a causa della estrema commercializzazione, del successo mediatico di alcune discipline unito al divismo degli stessi atleti questo principio di cooperazione sta via via scomparendo...
chi paga le conseguenze sono spesso i giovani che tendono a subire le ripercussioni dell'aspra competizione (le aspettative e la pressione sia da parte delle società e qualche volta dei genitori)
in realtà la natura stessa ci insegna che la crescita di una società avviene solo grazie alla cooperazione tra individui e dato che possiamo considerare una squadra come una piccola società capiamo come ogni singolo individuo sia indissolubilmente legato all' altro...
motivo per il quale la crescita di un gruppo (squadra di calcio,basket, pallavolo) è possibile solo se i membri coperano tra loro... NO viceversa
le vittore infatti spesso arrivano quando tra i membri del team esiste una reale, sincera e autentica coperazione che unita alla preparazione tecnica e atletica favorisce buoni risultati...
nel mondo giovanile la coperazione rappresenta un modello educativo da integrare alla vita stessa dato che lo sport è il terreno di confronto migliore dove accrescere le proprie potenzialità e dove costruire delle fondamenta stabili...
dobbiamo inoltre tener presente che sia le dinamiche che le motivazioni di coloro che scelgono uno sport di squadra sono ben diverse da quelle dello sport individuale...
per alcuni la squadra rappresenta una seconda famiglia specie nel momento in cui gli adolescenti cercano di trovare la loro identità al di fuori del contesto familiare..
in questo perido di tempo l'identità del gruppo e il bisogno di appartenenza è talmente forte che trovare un ambiente dove venga privilegiato il singolo rispetto al gruppo, l'alto rispetto al basso o il magro rispetto al grasso potrebbe ripercuotersi su autostima e carattere... (è il caso dei panchinari a 15 anni)
per questo il compito di un allenatore (specie nei dilettanti) consiste prima di tutto nel quanto sul valorizzare certi principi guida come unione,coperazione e aggregazione e solo successivamente sulle competenze tecniche e tattiche...
solo così è possibile costruire le fondamenta su cui creare la personalità, solo così avviene la maturazione e l'apprendimento
solo promuovendo l'unione tra i ragazzi sia crea quel forte senso di identità necessario alla crescita e alle vittoria...
una volta quando facevo il preparatore dei portieri in un settore giovanile professionistico un genitore mi chise come mai secondo il mio punto di vista i ragazzi dovevano giocare sempre indipendentemente dalle loro qualità tecniche...
attenzione non sto dicendo che le qualità tecniche siano ininfluenti dico che le qualità tecniche divengono importanti solo dopo aver favorito la crescita del gruppo: in questo modo chi è bravo diventa eccellente e chi è meno bravo migliora... "imparando" a cooperare si ottengono grandi risultati e giocando in funzione dell'altro è possibile migliorarsi singolarmente
con questo articolo intendo promuovere una riflessione.
a chi volesse approfondire consiglio la lettura di alcuni testi interessantissimi:
l'adolescenza come catastrofe (maria rita mancaniello)
coaching e leadership (roberts dilts)
l'intelligenza emotiva (goleman)
un saluto
manuele