Sunday 2 january 2011 7 02 /01 /Gen /2011 16:27

empatia-mani.jpgtutti per uno uno per tutti...

questo è il motto con cui ogni ragazzo dovrebbe avvicinarsi  al mondo dello sport...

 

putroppo negli ultimi anni a causa della estrema commercializzazione, del successo mediatico  di alcune discipline unito al divismo degli stessi atleti  questo principio di cooperazione sta via via scomparendo...

 

chi paga le conseguenze sono spesso i giovani che tendono a subire le  ripercussioni dell'aspra competizione (le aspettative e la pressione sia da parte delle società e qualche volta dei genitori)

 

in realtà la  natura stessa ci insegna che la crescita di una società avviene solo grazie alla  cooperazione tra individui  e dato che  possiamo  considerare una squadra come una piccola società capiamo come ogni singolo individuo sia indissolubilmente legato all' altro...

 

motivo per il quale la crescita di un gruppo (squadra di calcio,basket, pallavolo) è possibile solo se i membri coperano tra loro... NO viceversa

 

le vittore infatti spesso arrivano quando  tra i membri del team esiste una reale, sincera e autentica coperazione che  unita alla preparazione tecnica e atletica favorisce buoni risultati... 

  

nel mondo  giovanile la coperazione rappresenta un modello educativo da integrare alla vita stessa dato che lo sport è il terreno di confronto migliore dove accrescere le proprie potenzialità e dove costruire delle fondamenta stabili...

 

dobbiamo inoltre tener presente che sia le dinamiche che le motivazioni  di coloro che scelgono uno sport di squadra sono ben diverse da quelle dello sport individuale...

 

per alcuni la squadra rappresenta una seconda famiglia specie nel momento in cui gli adolescenti cercano di trovare la loro identità al di fuori del contesto familiare..

in questo perido di tempo l'identità del gruppo e il bisogno di appartenenza è talmente forte che trovare un ambiente dove venga privilegiato il singolo rispetto al gruppo, l'alto rispetto al basso o il magro rispetto al grasso potrebbe ripercuotersi  su autostima e carattere... (è il caso dei panchinari a 15 anni)

 

per questo il compito di un allenatore (specie nei dilettanti)  consiste prima di tutto nel  quanto sul valorizzare certi principi guida come unione,coperazione e aggregazione e solo successivamente sulle competenze tecniche e tattiche...

 

solo così è possibile costruire le fondamenta su cui creare la  personalità, solo così avviene la maturazione e l'apprendimento 

solo promuovendo l'unione tra i ragazzi sia crea quel  forte senso di identità necessario alla crescita e alle vittoria...

 

una volta quando facevo il preparatore dei portieri in un settore giovanile professionistico  un genitore mi chise come mai secondo il mio punto di vista  i ragazzi dovevano giocare sempre  indipendentemente dalle loro qualità tecniche... 

 

attenzione non sto dicendo che le qualità tecniche siano ininfluenti dico che le qualità tecniche  divengono importanti solo dopo aver favorito la crescita del gruppo: in questo modo chi è bravo diventa eccellente e chi è meno bravo migliora...  "imparando" a cooperare si ottengono grandi risultati e  giocando in funzione dell'altro è possibile migliorarsi singolarmente

 

con questo articolo intendo  promuovere una riflessione.

a chi volesse approfondire consiglio la lettura di alcuni testi  interessantissimi:

 

l'adolescenza come catastrofe (maria rita mancaniello)

coaching e leadership (roberts dilts)

l'intelligenza emotiva (goleman)

 

un saluto

manuele

Di manueletrainer
Scrivi un commento - Vedi 0 commenti
Monday 30 november 2009 1 30 /11 /Nov /2009 13:14
Di manueletrainer - Pubblicato in : video
Scrivi un commento - Vedi 1 commenti

Presentazione

Calendario

January 2012
M T W T F S S
            1
2 3 4 5 6 7 8
9 10 11 12 13 14 15
16 17 18 19 20 21 22
23 24 25 26 27 28 29
30 31          
<< < > >>

Cerca

Categorie

Testo Libero

MENS SANA IN CORPORE SANO

 
Crea un blog gratis su over-blog.com - Contatti - C.G.U. - Remunerazione in diritti d'autore - Segnala abusi